A bridge to the future

(Rosario Ceresi)

La settimana di training del progetto “Radici e Ali” tenutosi a Villa Ximenes dal 18 al 23 luglio 2016 (da lunedì a sabato) non è la mia prima esperienza in un contesto internazionale di studi, ciò nonostante ritengo sia stata una delle più formative. La settimana è stata un crescendo di emozioni. Sono state gettate le basi per lo sviluppo di un mondo migliore, di un ponte per il futuro. La partecipazione di tutti, ognuno mediante il proprio vissuto personale, ha contribuito all’arricchimento dell’altro. Soprattutto oggi, nell’era della Brexit e dei “muri” che separano i popoli, parlare d’integrazione, di cooperazione e di opportunità è fondamentale.

La sfida lanciata è sicuramente quella di apprezzare le diversità, trarre il meglio dall’altro. L’essere nato nella generazione Erasmus mi ha consentito e mi permette tuttora di vedere il locale con gli occhi del globale, di osservare la nostra società da cittadino del mondo. Prima di essere siciliano, italiano, europeo, occidentale sono cittadino del mondo e come tale ho il dovere di contribuire al miglioramento di questo.

Tutti dovrebbero avere l’opportunità di partecipare ad attività del genere, attività attraverso le quali prendere coscienza di come al di là dei confini nazionali ci sia molto altro e di come questo molto altro influisca nel nostro modo di vivere. Il cambiamento tanto auspicato per l’Europa passa anche attraverso progetti finalizzati all’educazione dei giovani i quali rappresentano l’energia pulsante della società di oggi e la speranza di un futuro migliore, sia a livello individuale che collettivo.

Questo breve ma intenso seminario ha avuto a oggetto temi attualissimi: migrazione, integrazione, sviluppo, cooperazione. Reali problemi dell’Europa di oggi, tuttavia, correlati alle risorse che noi giovani possiamo mettere in campo per poter dare il nostro contributo.

La presenza di un ampio numero di giovani dai 18 ai 30 anni, provenienti da più Paesi, ha reso possibile la suddivisione in più gruppi di lavoro nei quali era garantita la rappresentanza delle diverse nazionalità, una “diversità” che ha fatto sì che emergesse la massima creatività.

Fondamentali, nel corso della settimana, sono stati gli input, gli elementi di riflessione fornitici dagli organizzatori e promotori del progetto. Tuttavia, oltre che per l’interesse ai temi trattati e all’ascolto di brillanti interventi di esperti nel settore, il motivo per cui porterò sempre con me questa esperienza concerne i legami istaurati durante la settimana di seminario.

L’obiettivo teso alla sensibilizzazione dei giovani verso una partecipazione attiva e responsabile dei problemi della società odierna e l’individuazione congiunta delle possibili soluzioni a tali problematiche, è stato, a mio avviso ampiamente raggiunto dalla settimana di training in questione. Auspico di poter continuare a partecipare a esperienze di questo tipo nelle quali si tenta di gettare un seme teso alla costruzione di una società più inclusiva, equa e solidale, e dove si vive e si costruisce la fratellanza.